Presentazione del progetto Facebook “Visit Pellestrina – San Pietro in Volta”

UnknownVisit Pellestrina – San Pietro in Volta e una pagina Facebook per la divulgazione culturale per promuove la valorizzazione dell’Isola di Pellestina-San Pietro in Volta un isola di tredici chilometri di lunghezza, larga 210 metri, ma con calli e campielli, rivalità di quartieri e passione per le regate, l’isola di Pellestrina è una versione in miniatura della Venezia verace e popolare.

E’ un piccolo mondo dove si vive ancora all’antica, tra ritmi lenti e l’eterno rito delle “ciacole”.

… Un posto speciale da scoprire …

Quando si approda il colpo d’occhio è straordinario.
Due file di case e di sandali a formare una cerniera tra terra e acqua, punteggiata dai casoni di pesca.

Con le variopinte facciate delle abitazioni, alte non più di due o tre piani e tutte rivolte verso la laguna, l’effetto Lego è garantito e fa apparire Pellestrina un’isola-gioccatolo: una minuscola striscia sabbiosa, circa 13 chilometri di lunghezza e da 25 a 210 metri di larghezza, estesa verso il mare per circa tre, quattro chilometri.

L’isola è una sola e conta circa 5.000 abitanti. Però è divisa in tre borghi: Portosecco, San Pietro in Volta e Pellestrina.

Qui tutto rimanda alla Venezia più popolare. Dai sestieri al rito eterno dello spritz, l’aperitivo locale, vino bianco spruzzato di Campari o Aperol. Dal labirinto di calli, sotoporteghi e campielli al ciacolar dei pescatori. Fino alla passione per le regate storiche e al mito dei grandi campioni e maestri di remo.

Pelestrina, tra la violenza del mare e la pace della laguna!

UnknownNei documenti romani quest’isola, viene ricordata come “Fosse Fistine”. Dalle ricerche storiche del 300 d.c. si racconta che un generale siracusano, Philistus esiliato ad Adria, fosse arrivato in questa località decidendo di rimanerci. Il nome iniziale di Pellestrina fu Fossionis Philistinae, o delle ” Fosse Pistrine” venendo quindi denominata Pellestrine. Il territtorio era ed è delimitato dalla laguna e dal mare, nel 452 venne assediato dai barbari di Attila e nel 568 dai barbari longobardi. Le popolazioni spaventate dall’avvento di tali orde venivano da Este e da Padova: per regolarizzare la popolazione vennero istituiti dei Tribuni, che amministrando le genti locali avevano il compito di far rispettare la Legge. In seguito vennero istituiti i Gastaldi Dogali che dipendevano, con tutto il territtorio da Malamocco. Nel 1110 la sede Vescovile che qui risiedeva venne trasferita a Chioggia: con il passaggio di questi poteri per un certo periodo Pellestrina venne governata da Chioggia. Due terribili eventi catastrofici, un terremoto ed un maremoto avvenuti nel 1104 furono la causa del ridimensionamento dell’Isola che la ridussero ad una fascia sottile di circa tredici chilometri di lunghezza e duecento metri circa di larghezza, ma estesa comunque verso il mare per circa tre, quattro chilometri.
Dopo i Gastaldi dogali l’amministrazione dell’isola venne affidata ai Podestà.
Nell’810 i francesi al seguito di Pipino la saccheggiarono, per poi venire sconfitti dai veneziani, e nel 900 l’isola venne assediata dagli Ungari, e dopo la guerra di Chioggia, nel 1379 venne saccheggiata e distrutta dai Genovesi. Con pazienza le famiglie Scarpa, Zennaro, Vianello e Busetto, pescatori ed ortolani la ricostruirono, ed il simbolo dell’isola è il sunto dei simboli delle quattro, storiche famiglie.images

Dall’inizio della Repubblica Venezia varò diverse ordinanze per la difesa delle isole dalla forza del mare. Nel 1335 i proprietari dei vigneti di Malamocco furono obbligati ad erigere degli argini molto forti. Nel 1501 furono istituiti i tre Savi delle Acque, e nel 1600 fu ordinato che gli argini fossero alti 4 metri. Nel 1751 il Senato ordinò la costruzione dei Murazzi. Questi furono ideati nel 1716 da Padre vincenzo Coronelli, e furono costruiti da Bernardino Zendrini, ingegnere della Repubblica. Posti a difesa dalle violente mareggiate e dall’aggressione del mare i ” murazzi”erano e sono una grande muraglia alta 4 metri  e larga 14 metri di grossi blocchi di pietra d’Istria, disposti in tal maniera da provocare il primo frangimento delle onde, e per proteggere la piccola striscia costiera. Nel 1751 sui Murazzi fu collocata una lapide che riporta quanto segue: ” I curatori delle acque posero le colossali moli di solido marmo contro il mare affinchè siano conservati in perpetuo i sacri estuari sede della Città e della Libertà”. Questa e solo una piccola parte di cenni storici sul isola di Pellestrina c’è ancora tanto da raccontare di questo delicato equilibrio di un isola posta fra Mare e Leguna.