La leggenda del Bocolo di San Marco

La leggenda del Boccolo di San Marco racconta dell’amore di due giovani, così forte da essere tramandato nella tradizione veneziana proprio con il fiore, il bòcolo che, nel giorno d San Marco protettore di Venezia, ogni uomo offre alla sua amata.

La tradizione trova radici in un fatto storico realmente avvenuto e dietro all’usanza di regalare una rosa rossa alla donna amata vi è la leggenda di una giovane donna di nome ” Vulcana ” vissuta ai tempi di Carlo Magno.

La nobildonna Maria Partecipazio apparteneva a una famiglia potente ed era lei stessa una giovane piena di ardore e di passione come attesta il soprannome ” Vulcana ” che gli veniva attribuito.

Maria si innamorò di Tancredi, un trovatore. Il loro era un amore contrastato, perchè la famiglia di Maria non giudicava il giovane Tancredi degno di lei. Ma ” Vulcana “, per fare in modo che Tancredi acquisisse una nobiltà almeno formale e potesse proporsi come sposo,  lo convinse ad arruolarsi nelle truppe dell’imperatore Carlo Magno e a partire per la guerra contro i mori di Spagna.

Tancredi partì e si distinse per il valore ed il coraggio, tanto che la fama delle sue imprese raggiunse Venezia, rassicurando Maria, che attendeva il ritorno del suo eroe per poterlo finalmente sposare. Ma Tancredi, ferito a morte durante la battaglia, morì sopra un roseto, tingendolo di rosso con il suo sangue.

Con le ultime forze raccolse un bocciolo e lo affidò ad Orlando chiedendogli di portarlo a Maria insieme alle sue ultime parole d’amore.

Orlando, obbedendo alla promessa, appena tornato in patria andò a Venezia e consegnò il fiore a Maria. Era il giorno di San marco. Maria sarebbe morta quella stessa notte, con il fiore stretto al petto.

Ancora oggi si racconta che il fantasma di Maria, nel giorno di San Marco, il 25 aprile, si aggiri ancora per Venezia, diafana presenza senza colore, se non per quel fiore rosso stretto al petto …

QUANTI ANNI HA VENEZIA?

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Venezia ha una storia di quasi 16 secoli: si fa risalire la fondazione della città alla leggendaria posa della prima pietra della chiesa di San Giacomo di Rialto, San Giacometo, come la chiamano ancora oggi i veneziani. Ph-GhezzoClaudio -0291Siamo, secondo la tradizione, nel 421, precisamente il 25 marzo (la chiesa in realtà fu costruita ben dopo l’anno mille). Questa data simbolica è ormai in uso per indicare la nascita della città lagunare.

Quest’anno, il 25 marzo, Venezia compirà dunque 1600 primavere!

Ma com’era la Venezia del passato? Tra le antiche mappe della città, ce n’è una, vero e proprio gioiello del Rinascimento italiano, che ancora oggi ci sorprende per la straordinaria fedeltà con cui ci restituisce l’immagine della città lagunare. È la celebre Veduta di Venezia a volo d’uccello di Jacopo de’ Barbari, datata 1500. Ogni edificio, canale o campo della città è qui documentato!

Vero e proprio unicum nella storia della rappresentazione della città, la Veduta – intagliata su sei matrici lignee e stampata su altrettanti fogli – è considerata uno dei massimi capolavori della cartografia urbana di tutti i tempi. Dell’opera, il Museo Correr possiede le originarie matrici in legno di pero, oltre a diversi esemplari della stampa su carta.

Coronavirus, a Venezia l’acqua dei canali torna limpida durante la quarantena

Torna limpida l’acqua a Venezia. Il motivo: il blocco del traffico e di parte delle attività industriali (coi relativi scarichi) per fronteggiare l’emergenza Coronavirus

In assenza di scarichi e del conseguente inquinamento, la laguna è così tornato a splendere. Da qualche giorno sono perfettamente visibili i fondali della laguna veneziana Mai, nei mesi precedenti al blocco, l’acqua dei canali di Venezia era stata così pulita.

L’Aquila 2020 del Carnevale di Venezia è Kristian Ghedina

Il discesista Kristian Ghedina di Cortina D’Ampezzo, con un abito ideato dall’atelier Pietro Longhi, si calerà dal campanile sventolando la bandiera dei prossimi Campionati Mondiali di sci alpino 2021, di cui è Ambassador: il grande evento che si terrà a Cortina e che precederà le Olimpiadi del 2026.

Ad attenderlo sul colorato palco di Piazza San Marco ci sarà la presentatrice Cristina Chiabotto, già madrina dell’edizione 2006 del Carnevale di Venezia. Red Bull è partner del volo dell’aquila e sponsor per il quarto anno consecutivo.

Ghedina interpreterà una versione originale di discesa libera, questa volta non sulla neve ma in aria sorvolando la piazza più bella del mondo. Rievocherà simbolicamente una delle sue imprese più memorabili, la folle spaccata a 140km orari sullo schuss finale di Kitzbuhel nel 2004, storica gara austriaca patrocinata da Red Bull.

Lo scorso anno l’Aquila del Carnevale era la campionessa di Short Track Arianna Fontana, ben 8 medaglie olimpiche. Prima ancora, tra le Aquile sportive, Giusy Versace (2015), Carolina Kostner (2014), Francesca Piccinini (2013), Fabrizia d‘Ottavio (2012).

 

 

Carnevale di Venezia 2020 su il sipario con una magnifica festa sull’acqua incanta veneziani e turisti.

85075469_3788923291132914_645020164198236160_oNel Rio di Cannaregio che per l’occasione se trasformato in un palcoscenico al aperto, tra un pubblico assiepato sulle rive che ha acclamato lo spettacolo come mai, in una cornice unica, con i palazzi veneziani affacciati sul canale illuminati con giochi e proiezioni luminose.

L’incontro tra due elementi, acqua e aria, ha celebrato l’incontro con l’amore tema del carnevale 2020. Acrobati e Giocolieri, mangiatori di fuoco e ballerini aerei con i loro movimenti ed evoluzioni hanno raffigurato corteggiamenti e danze amorose fra acqua e cielo, a rendere ancora più magico l’evento una luna piena che ha reso il tutto ancora più magico.

“Amoris causa, onore alla più saggia delle follie”  il suggestivo show che ha aperto la 84478061_3788922647799645_5802810612887060480_oFesta Veneziana sull’acqua e dato il via all’edizione 2020 del Carnevale di Venezia.

“Amoris Causa” è stato realizzato da Wavents, compagnia fondata da Massimo Andreoli che nasce dall’unione di variegate esperienze e competenze artistiche, dalla musica al teatro, passando per la rievocazione storica, con la partecipazione di Opera Fiammae, compagnia diretta da Antonio Bonura, in arte “Il Drago Bianco”, specializzata nell’arte teatrale della manipolazione artistica del fuoco. Nello specifico, Elementz Art ha curato la parte acrobatica e Molecole Show, le evoluzioni aeree. Completano il cast i ballerini Elena Friso e Roberto di Camillo e il Duo Fire Acrobats. La regia è stata affidata ad Alessandro Martello con il coordinamento artistico di Gabriele Bonvicini.

 

Ricordiamo e festeggiamo il Capodanno veneto, per iniziare la nostra avventura!

Quale miglior occasione per iniziare questa nuova avventura, anche se proprio nuova non è visto che nel 2009 era nata per scherzo sotto il nome DCG Photo come unione dei nostri lavori, poi andata un po’ a scemare ma ad oggi più maturi e uniti si riparte.   Con la data dell’ Capodanno Veneto infatti leggendo libri sulla storia della nostra Città Venezia abbiamo scoperto che non si festeggia il 1° gennaio, bensì il 1° marzo.

In alcuni documenti della Serenissima, compariva la datazione con la dicitura “more veneto” (abbreviato: m.v.), ad indicare la diversità del calendario “al modo veneto”: così, il 30 gennaio 1688 compariva nel calendario veneto come “30 gennaio 1687 m.v.”. Il Capodanno Veneto è usanza tipica di tutta la Venetia e segna l’inizio dell’anno concreto della natura: si risvegliano gli animali, rifioriscono le piante; diversamente dal Capodanno ordinario, che si basa su considerazioni di astronomia, in particolare sul ciclo solare. Parché i Veneti magari i riva “arrivano” dopo de i altri “degli altri”, ma cuando che i riva, i riva justi “arrivano giusto in orario”!

Con questa precisazione storica vi auguriamo Buon Anno e buona navigazione con i Faradei Veneziani “Fratelli Veneziani” senza cambiare canale e senza andare in seca “andare in acqua basa”

 

San Marco

Il Sestiere più piccolo, e più importante, prende il nome dal patrono della città ed è delimitato su tutti i lati tranne uno dal Canal Grande, il che spiega la presenza di tanti palazzi imponenti. Tutto gira intorno a piazza San Marco e al maestoso Palazzo Ducale cuore politico e giudiziario della città fino al XVIII secolo.Lasciando la piazza si incontrano le Mercerie e la Calle Larga XXII Marzo, con una successione di negozi di alta moda. Al di là di Questo San Marco la un’atmosfera residenziale, con un’ampia scelta di posti dove mangiare. Gironzolare per i vicoli: scoprirete, fra le altre cose, insolite fontane e piccole botteghe artigianali.

SAN MARCO

DA VEDERE

Palazzo Ducale                                                  Campo San Bartolomeo

Basilica di S. Marco                                          Chiesa di San Moisè

Mercerie                                                               Palazzo Grassi

Campo Santo Stefano                                       Museo Furtuny

Teatro La Fenice                                                Chiesa di Santa Maria del Giglio

Scala Contarini del Bovolo